sistemi Colloidi

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sistemi Colloidi

Messaggio  tonio il Gio Dic 13, 2012 10:22 am

Lo stato colloidale è intermedio fra quello delle soluzioni vere e proprie e quello delle sospensioni sedimentabili.
Le soluzioni vere e proprie sono costituite da ioni o molecole singole o piccoli aggregati molecolari (da 1 a 1000 atomi) disciolte in un solvente Le particelle disciolte sono estremamente piccole, con diametri particellari inferiori a 0,001 µm. Esse non sono osservabili neppure al microscopio elettronico e attraversano agevolmente le membrane dializzatrici.
Le dispersioni colloidali (impropriamente dette soluzioni colloidali) sono costituite da aggregati molecolari disciolte in un solvente (fase disperdente). Le particelle disciolte (fase dispersa) hanno diametri particellari compresi fra 0,001 e 0,1 µm; illuminate trasversalmente danno luogo al fenomeno di Tyndall. Esse sono osservabili al microscopio elettronico, attraversano agevolmente la carta da filtro, ma non le membrane dializzatrici.
Le dispersioni prendono il nome di sospensioni, emulsioni, schiume a seconda che la fase dispersa sia rispettivamente solida, liquida, gassosa.
Le sospensioni sedimentabili contengono grossi aggregati molecolari, con diametri particellari oltre 0,1 µm. Le particelle della fase dispersa sono osservabili al comune microscopio e spesso anche ad occhio nudo; tendono a sedimentare e sono separabili dalla fase disperdente per filtrazione su comune carta da filtro o per decantazione.
Le particelle colloidali, non sono mai in quiete, ma soggette al moto Browniano (movimento disordinato, dovuto agli urti con le molecole del liquido in continua agitazione termica). Finché le particelle restano piccole, la sedimentazione (moto ordinato dovuto alla gravità) è sopraffatta dall'agitazione termica. Però, quando due o più particelle colloidali collidono, possono riunirsi (coagulazione) per effetto di attrazioni Forze di Van der Waals), in particelle più grosse e appesantirsi sino a precipitare. Pertanto il moto Browniano da solo, non è sufficiente a garantire la stabilità della sospensione.
Una soluzione colloidale, per essere stabile, richiede che le particelle rechino cariche elettriche dello stesso segno. Queste cariche respingendosi impediscono alle particelle di collidere e quindi di coagulare e sedimentare.
Le cariche elettriche in questione, sorgono o per ionizzazione di gruppi ionizzabili appartenenti alle stesse particelle o per adsorbimento di ioni presenti in soluzione da parte delle particelle.
I colloidi si suddividono in due categorie:
-     colloidi liofobi, in cui le particelle disperse sono allo stato solido e a contatto diretto col solvente, insolubili nel mezzo disperdente e di varie dimensioni (ossia polidispersi). La loro carica elettrica proviene da adsorbimento di ioni.
colloidi liofili, in cui le particelle disperse sono solvatate e quindi separate dal solvente dallo strato di solvatazione. La loro carica elettrica proviene dalla ionizzazione di gruppi ionizzabili appartenenti alle stesse particelle.
A loro volta i colloidi liofili si distinguono in due gruppi:
colloidi molecolari costituiti da macromolecole singole. A questa categoria appartengono le soluzioni di acido polisilicico.
-colloidi micellari costituiti da aggregati (che prendono il nome di micelle) di più molecole, tenute assieme da forze di Van der Waals. A questa categoria appartengono le soluzioni di silice colloidale.

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